62% della spesa degli italiani per contenuti Media passa dalla TV

Per 1 italiano su 3  non sarebbe un grosso problema non poter più usare il televisore di casa.

La spesa degli italiani per contenuti video online in abbonamento (SVOD) vale 88 milioni di euro nel 2016, in crescita del 69% rispetto al 2015. Valori ancora marginali, rispetto alla capacità di monetizzazione della Pay Tv che vale 4,9 miliardi di € (canone compreso) e cresce del 9%. Quasi metà degli utenti abbonati a servizi SVOD però non erano precedentemente abbonati alla Pay Tv, a dimostrazione che questi servizi stanno attirando nuovi utenti verso offerte a pagamento. E a beneficiarne sono tutti i principali operatori (Netflix, il cui ingresso ha portato una maggiore spinta anche alle altre offerte NowTv, TIMvision e Infinity). Nel 2017 vedremo poi l’impatto sul mercato anche di Amazon Prime Video, che ha aperto i battenti in Italia solo a fine 2016.

Il consumo di Video non è però solo a pagamento. Allargando lo sguardo anche alla Tv “tradizionale” e allo streaming online emerge che la televisione mantiene un ruolo di assoluto primo piano nella fruizione dei contenuti Video in Italia ma, al contempo, grazie al web, gli italiani stanno modificando le modalità di consumo di tali contenuti.

La visione di contenuti in diretta Tv sui canali tradizionali e attraverso la Pay Tv in una settimana tipo cattura ancora il 55% dei Millennials (16-34 anni), il 71% della Generazione X (35-54 anni) e l’84% dei Baby Boomers (55-75 anni). Tuttavia, accanto alla televisione tradizionale si sta sviluppando, soprattutto tra i Millennials, l’impiego di Internet come canale alternativo che consente di fruire con maggiore flessibilità del contenuto ricercato.

Tra i Millennials, il 44% si lascia ancora guidare dalla programmazione televisiva, ma il 56% cerca anzitutto un contenuto specifico indifferentemente da dove venga trasmesso (via Internet o via Tv) oppure si guarda l’offerta on demand a sua disposizione. La stessa percentuale decresce e si attesta al 48% nella Generazione X e al 43% nei Baby Boomers.

Questo è quanto emerge dai dati presentati dall’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano* in occasione del Convegno “Internet Media: è ora di misurarsi!”, in collaborazione con Doxa, che ha presentato una ricerca sulla fruizione dei contenuti video tra gli utenti Internet.

Cambiano gli strumenti per fruire i contenuti video

Il 43% dei Millennials, il 36% della Generazione X e il 27% dei Baby Boomers guarda programmi, film e serie TV su internet in streaming in modo gratuito in una settimana tipo, e le percentuali scendono rispettivamente al 21%, 14% e 10% per la fruizione degli stessi contenuti a pagamento.

Infatti, mentre la Pay Tv (Sky e Mediaset) è ancora fruita in grande maggioranza attraverso la TV tradizionale (70% degli intervistati), i Subscription Video On Demand (SVOD, ovvero Netflix, Infinity, NowTv e TimVision) si suddividono prevalentemente tra TV (45%) e Pc (29%) mentre lo streaming (YouTube, Dailymotion, Rai Play, VideoMediaset, Rivedi La7, Popcorn Time, Cineblog01 ecc.) è maggiormente legato alla fruizione tramite PC (47%) e più in generale attraverso i nuovi device (74%).

La fruizione nell’arco della giornata

“È interessante notare come la proliferazione dell’offerta non abbia aumentato né diminuito il tempo totale trascorso davanti ai video: il 47% infatti utilizza i nuovi servizi On Demand in sostituzione alla fruizione delle offerte televisive tradizionali.

Il momento della giornata nel quale si concentra il picco della fruizione di contenuti Video è ancora la sera dopo cena (oltre il 60% del campione per tutte le categorie Pay Tv, Streaming online, SVOD).” – E’ il commento di Guido Argieri, Telco & Media Director di Doxa. “In particolare, il dopo-cena diventa il momento preferito per lo Streaming: mentre a ora di cena i servizi SVOD e Streaming sono visualizzati solo dal 20 e dal 17% del campione, le percentuali salgono al 61% e al 63% nel corso della serata”.

Gli utenti Pay sono più fidelizzati all’offerta che hanno sottoscritto: il 39% degli abbonati infatti dichiara di guardare contenuti quasi tutti i giorni; diversamente, per i fruitori abituali di Streaming o Svod, la frequenza media cala a 1 o 2 volte la settimana (rispettivamente per il 31% e per il 35% dei casi), mentre solo l’8% e l’11% rispettivamente ne fruisce tutti i giorni.

Ancora poco frequente è la visione di video in mobilità: meno del 10% infatti dichiara di guardare “spesso” contenuti in mobilità, quando è fuori casa.

I contenuti più visti

I programmi più visti attraverso la Pay TV sono gli Eventi sportivi o le trasmissioni sportive: sono viste almeno una volta al mese dal 54% da chi ha avuto accesso al servizio. Seguono le Serie TV americane (50%) e i Film meno recenti (41%).

Chi invece accede ai servizi SVOD o ai siti di streaming online vede anzitutto le Serie TV americane (rispettivamente 46% e 32%) e i Film meno recenti (44% e 31%). Al terzo posto della classifica dei programmi visti dai fruitori delle piattaforme SVOD si attestano gli Eventi sportivi (25%), mentre gli utenti dei siti di streaming visualizzano Film appena usciti (23%). Dinamiche che non stupiscono particolarmente, perché riflettono le caratteristiche delle offerte commerciali sulle diverse piattaforme.

Le motivazioni che spingono i consumatori ad aderire alle offerte SVOD sono diverse: per quasi la metà (47%) dei rispondenti gioca un ruolo chiave la possibilità di fruire dei contenuti quando si vuole, ma anche l’interesse per contenuti specifici offerti (30%) e la maggior economicità rispetto alle proposte pay (28%) risultano fattori importanti.

 

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