2016: sarà un anno migliore?

Sondaggio Mondiale di Fine Anno mostra livelli di felicità e speranza per il 2016 piuttosto contrastanti

Doxa partner per l’Italia di WIN/Gallup International, il più grande network mondiale di istituti di ricerca indipendenti, ha pubblicato i risultati della 39^ edizione del Sondaggio Mondiale di Fine Anno sulle previsioni, le aspettative e le speranze dei cittadini di 68 paesi di tutto il mondo.

Highligths

  • il 66% della popolazione mondiale dichiara di essere felice della propria vita (in calo rispetto al 70% dell’anno scorso); il 23% è né felice né infelice e il 10% non è felice
  • il dato italiano della felicità è pari a 44%, in lieve rialzo (+3%)
  • l’indice “Net happiness”, dato dalla differenza tra le percentuali dei felici e quella degli infelici, è pari a 56% a livello mondiale e 33% in Italia
  • la Colombia è il paese più felice (net happiness 85%) seguito dalle Isole Fiji, l’Arabia Saudita, l’Azerbaijan e il Vietnam, mentre l’Iraq anche quest’anno è la nazione col livello più basso (net happiness -12%)
  • 45% della popolazione mondiale guarda con ottimismo alle prospettive economiche per il 2016, 22% con pessimismo e 28% crede che la situazione resterà sostanzialmente invariata dal punto di vista dell’economia
  • i paesi più ottimisti in questo senso sono la Nigeria, il Bangladesh, la Cina e il Vietnam; la Grecia appare invece il più pessimista
  • poco più della metà della popolazione mondiale (54%) si attende in generale un 2016 migliore del 2015, 16% peggiore e 24% più o meno uguale al 2015
  • Bangladesh, China, Nigeria, Isole Fiji e Marocco sono i paesi più ricchi di speranza per il 2016, mentre l’Italia quest’anno si trova in fondo alla classifica, a causa di un forte incremento dei pessimisti (da 41% a 55%)

Un mondo complessivamente felice nel 2015, ma l’Italia non tanto

Alla fine del 2015 il 66% del totale del campione interrogato per il Sondaggio Mondiale di Fine Anno WIN/Gallup International si dichiara felice, con un leggero calo rispetto al 70% del 2014. Delle 66.040 persone intervistate, il 10% afferma di essere infelice, un po’ di più di quanti erano l’anno scorso (6%). Ciò significa che a livello mondiale l’indice “Net happiness” (differenza tra felici ed infelici) è pari a 56%; tale indice presenta un’enorme variabilità, andando dall’85% della Colombia al -12% dell’Iraq. L’Italia si trova agli ultimi posti della classifica della felicità con un indice Net Happiness pari a 33%, in linea con Francia, Regno Unito, Repubblica Ceca e Libano e davanti solo a Bulgaria, Congo, Ghana, Hong Kong, Palestina, Afghanistan, Grecia, Tunisia e Iraq.

Un forte ottimismo per l’economia solo in alcune parti del mondo, in Italia meno di 1 su 10

Dal punto di vista delle prospettive economiche per il prossimo anno, il sondaggio rivela una quota di ottimisti che a livello mondiale è pari al doppio dei pessimisti: 45% contro 22%. Forse non sorprende vedere la Grecia in fondo alla classifica con un indice di “net hope” (ottimisti meno pessimisti) gravemente negativo (-65%) considerata la criticità della sua situazione economico-finanziaria. In questo ambito il paese più ottimista appare la Nigeria (con un indice del 61%) seguita da Bangladesh, Cina, Vietnam e Pakistan. L’Italia anche in questo caso occupa la parte bassa della classifica, insieme ad Hong Kong, Iraq, Sudafrica e Tunisia (ma Francia, Belgio e Germania sono solo pochi punti sopra), davanti solamente a Svezia, Austria e Grecia.

A livello generale si conferma quanto emerso anche nelle edizioni precedenti della ricerca: le nazioni piu avanzate, caratterizzate da sistemi economici maturi, fanno registrare i livelli di speranza ed ottimismo più bassi, mentre le nazioni emergenti sono più ricche di speranza e guardano in modo decisamente più ottimistico alle proprie prospettive economiche.

La situazione italiana

Entrando un po’ più nel dettaglio dei dati rilevati in Italia dalla Doxa, la percentuale di coloro che si aspettano un anno migliore sono sostanzialmente stabili rispetto al 2014 (15% vs 14%), con valori più elevati (18-19%) nelle fasce d’età 25-34 e 35-44 anni e nelle regioni del Nord-Ovest (18%). Meno ottimisti invece gli intervistati di 45-54 anni (6%)e residenti nelle regioni del Nord (8-9%).

Sensibile calo invece rispetto al 2014 per quanto riguarda le prospettive sull’ economia: coloro che si aspettano un anno di prosperità economica sono in linea col 2014 (8% vs 10%), ma sono molto aumentati (da 41% a 55%) coloro che prevedono un anno di difficoltà economica.

Volendo creare una sorta di “barometro dell’ottimismo” riportiamo per gli ultimi 10 anni l’indice “Net hope”, dato dalla differenza tra le percentuali degli ottimisti e dei pessimisti riguardo alle prospettive economiche per l’anno nuovo. Per quest’anno esso è pari a -47, con un sensibile calo rispetto all’anno scorso quando era -31.

L’indice “Net Hope” in Italia: trend degli ultimi 10 anni

Domanda: Secondo Lei, rispetto a quest’anno, il prossimo anno sarà un anno di prosperità economica, di difficoltà economica o resterà come ora?

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