Fumo a Milano: Maggio 2014

A Milano nel 2014 fuma il 20% della popolazione, 12 sigarette al giorno è il consumo medio. Chi continua a fumare, e questa non è una buona notizia, lo fa di più rispetto allo scorso anno perché il consumo medio giornaliero è passato da 10,5 sigarette a 12.

Inoltre è anche diminuita la percentuale di quelli che stanno pensando seriamente di smettere nei prossimi mesi: dal 33% del 2013 si è passati al 23% di quest’anno.

Il fenomeno della sigaretta elettronica è in declino: il 37% di chi l’ha utilizzata dichiara che non dà lo stesso piacere della sigaretta tradizionale, mentre il 35% afferma che non aiuta nè a smettere di fumare nè a ridurre il vizio. Nonostante la consapevolezza dei danni del fumo sia un fatto assodato, ancora oggi in Italia sono circa 80 mila le morti per patologie fumo-correlate, di queste 30 mila per tumore al polmone.

Sono alcuni dati che emergono dall’indagine condotta da Doxa per conto della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Milano, in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco, indetta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e celebrata il 31 maggio. Quest’anno il tema scelto dall’OMS è La tassazione dei prodotti del tabacco.

L’obiettivo con l’aumento del prezzo è frenare il consumo tra i gruppi a basso reddito, in special modo i ragazzi. Infatti, si comincia a fumare prevalentemente (44%) fra i 15 e 17 anni.

 


“Il numero dei fumatori a Milano è sostanzialmente stabile: sono uno su cinque, con un lievissimo calo rispetto al 2013 (quand’erano il 21%) dichiara Paolo Colombo, ricercatore Doxa.

Purtroppo il fumo tra le donne milanesi non è in calo, anzi in leggero aumento (dal 18% al 20%). Un fenomeno che sembra aver assunto un peso rilevante è rappresentato dalle sigarette fatte a mano, che secondo la nostra indagine pesano per il 10% a Milano, con forti differenze tra uomini e donne (16% vs 2%, rispettivamente).

Tra i dati più preoccupanti vi è quello relativo all’intenzione di smettere di fumare nei prossimi 6 mesi, in calo di 10 punti rispetto a un anno fa (dal 33% al 23%). L’uso della sigaretta elettronica si conferma decisamente contenuto (tra l’1% e il 2%) ed è in linea col trend decrescente già delineatosi l’anno scorso.

Importante sottolineare gli aumenti dei favorevoli ai divieti, sia relativamente all’uso di e-cig in luoghi pubblici chiusi (dal 40% del 2013 al 55% del 2014) sia sulla vendita ai minori (dal 50% al 65%). Interessanti alcuni dati sullo stress, che mostrano un aumento dal 32% al 36% (molto+abbastanza stressati) e un livello più elevato tra le donne (39% vs 32%) e tra i fumatori (42%)”.

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