Italiani favorevoli alle sanzioni ONU

Gli italiani sono nettamente favorevoli alle sanzioni dell’ONU contro i paesi che ne vìolano le regole

Nel caso di un referendum in Italia, i voti a favore della sanzioni ONU supererebbero i voti contrari di 53 punti percentuali, essendo 72% i favorevoli e 19% i contrari.

Si tratta del dato più alto tra i “big five” Europei: Germania 51%, Regno Unito 39%, Spagna 38% e Francia 21%. Questo risultato è inoltre significativamente più elevato della media di tutti i cittadini dell’Europa Occidentale (44%).  

A livello mondiale l’Italia si trova all’ottavo posto della classifica dei paesi favorevoli, guidata da Armenia, Corea del Sud e Finlandia. (Scarica la classifica internazionale completa)

Entrando più nel dettaglio dei risultati ottenuti nel nostro paese, il dato più elevato (56%) è stato registrato in riferimento alle sanzioni ONU contro i paesi che si rendessero autori di genocidio o uccisione sistematica di qualsiasi gruppo all’interno del proprio territorio. A mostrare la sensibilità più elevata rispetto a questo evento sono gli intervistati di 35-44 anni, con istruzione superiore e residenti nelle regioni del Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia).

Del tutto simile (55%), il dato a favore delle sanzioni in caso di violazione del trattato di non proliferazione nucleare o di ostacolo alle ispezioni sulle armi nucleari.

Leggermente inferiore (53%) il dato riferito alle sanzioni nei confronti di un paese dove venisse scalzato un governo eletto democraticamente, con anche in questo caso una maggior concentrazione di favorevoli nelle regioni del Nord-Ovest.

Infine, è pari al 52% il livello netto di favore (cioè dei favorevoli meno i contrari) rilevato nel nostro paese parlando di sanzioni ONU nei confronti di un paese che attaccasse un’altra nazione senza motivo, oppure in caso di sostegno finanziario a gruppi terroristici o di violazione dei trattati di protezione ambientale. Questa quota di favorevoli si presenta in modo omogeneo su tutto il campione, senza differenze significative tra maschi e femmine, fasce d’età ed aree geografiche di origine.

Va però aggiunto che per tutte le tipologie indagate si sono riscontrate delle differenze piuttosto marcate per gli intervistati meno istruiti, che tendono ad essere favorevoli alle sanzioni ONU in misura inferiore rispetto agli individui in possesso di laurea o diploma.

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