Le donne leggono sempre di più

Gli italiani non perdono l’antica e consolante abitudine di leggere prima di addormentarsi, peccato però che i libri che raggiungono il comodino accanto al letto non siano molto numerosi. È uno degli aspetti che emergono da una inchiesta Doxa, realizzata per il Sole 24 Ore-Domenica, condotta, tra il 5 e il 7 aprile scorsi, su una community di persone (714) che usano lo smartphone e che hanno familiarità con le app.Prendendo in prestito le parole freudiane si potrebbe definire il lettore che emerge da questa indagine una figura “perversa e polimorfa”: perversa per il rapporto diffidente o reticente verso la lettura e polimorfa per le tante differenze che caratterizzano la sua globale fisionomia.

Anche se con l’aumento della popolazione e la scolarizzazione di massa degli anni Sessanta la percentuale dei lettori attuali è molto superiore (68 vs.38) a quella del dopoguerra, oggi come ieri le preferenze dei consumatori di carta stampata vanno ai grandi romanzi. Ma nel 1950, oltre ai bestseller più o meno del giorno – da Via col vento a Per chi suona la campana a Il mulino del Po – c’erano tra i favoriti ancora alcuni classici italiani, da Le ultime lettere di Jacopo Ortis a I promessi sposi . Oggi, accanto ai big delle classifiche, ci sono classici d’altro genere: Il piccolo principe e Il Signore degli anelli, e tra gli autori di casa nostra Il nome della rosa.

Nei lettori odierni cambiano le abitudini, soprattutto per quello che riguarda le età della lettura (anche se a ogni fascia d’età la carta stampata continua a essere preferita ai libri digitali). Nei millennials, cioè i giovani tra i 18 e i 35 anni, il piacere, o il bisogno, di leggere scende man mano che cresce l’età: fino ai 25, il trenta per cento dei ragazzi legge più di dieci libri l’anno, superata quella soglia anagrafica la maggior parte (il quarantaquattro per cento) si attesta sui tre o quattro libri lungo tutto l’arco delle stagioni, mentre è solo il ventisette per cento che ne legge oltre una decina. Si tratta di ragazzi che di lettura in generale se ne intendono: il rapporto con lo smartphone e le app passa soprattutto attraverso le lettere dell’alfabeto. Nel caso di questi giovani digital native non c’entra dunque il livello di istruzione e neanche le seduzioni dell’informatica, dove gli adolescenti e i ventenni si sentono a casa, ma un vero e proprio calo di desiderio verso un oggetto, il libro, precedentemente amato. Diverso il volto del lettore odierno anche tra Nord e Sud, dal Centro in giù si legge meno, anche se è minima, in tutta la penisola, la percentuale (intorno al cinque per cento) di chi non legge mai un libro.

Ma se si domanda a che cosa sottraggono il tempo per leggere a coloro che invece, pochi o abbastanza numerosi, i libri li prendono in mano la risposta pressoché unanime è: la televisione.Come è allora il volto più accattivante, più promettente del lettore italiano? Giovane, certo, ma soprattutto femminile. Qui il divario è netto e si conferma che oggi la lettura è donna: legge più di dieci libri in un anno il trentacinque per cento delle intervistate contro il diciannove per cento degli uomini ascoltati per l’indagine. Non è una novità ma una felice tradizione della modernità, cominciata fin dai primi passi tardo settecenteschi e ottocenteschi dell’emancipazione femminile. Oggi però il dato è più interessante. In passato la passione delle donne per i libri –romanzi soprattutto – era collegata, nella opinione pubblica misogina che sapeva trasformare ogni qualità femminile in vizio, alla loro inattività sociale. Ma per le cittadine multitasking di oggi il tempo è il bene più prezioso, eppure sono le indaffaratissime dei nostri giorni che sostengono il livello della lettura in Italia. Il che non è solo una medaglia sull’affaticato petto femminile, ma anche una precisa indicazione: non è vero che non si legge per mancanza di tempo. Un elemento sul quale chi si occupa della diffusione dei libri e della lettura dovrebbe riflettere.

Gli italiani e la lettura: confronto 1950-2017

Fonte: Il Sole 24 Ore Domenica

 

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