New Media & New Internet 2015

New Media + New Internet 2015 doxa

In uno scenario in cui giornalmente si collegano alla rete circa 22 milioni di utenti, gli Internet Media, ossia tutti i Media digitali fruiti su protocollo IP, si confermano l’unico comparto che fa registrare performance positive nell’intero mercato dei Media.

Dopo aver superato i 2 miliardi di euro nel 2014, il mercato degli Internet Media è previsto raggiunga i 2,2 miliardi di euro alla fine del 2015, grazie, in particolare, alle componenti più innovative (Smartphone, Tablet, Smart Tv, Social Network, Applicazioni, Video online, ricavi Pay, Programmatic Advertising) che nel loro complesso prendono il nome di New Internet e che ci aspettiamo crescano di quasi il 40% rispetto al 2014.

Questo è quanto emerge dai dati presentati dall’Osservatorio New Media & New Internet del Politecnico di Milano in occasione del convegno “Internet Advertising: verso il 30% del mercato”.

Anzitutto, la crescita della diffusione dei nuovi device attraverso cui accedere a Internet: gli Smartphone saranno 40 milioni nel 2015, i Tablet 10 milioni, mentre le Smart Tv sono già presenti in 1 famiglia su 4 e attive in 1 su 8. Allo stesso tempo i Social Network stanno sempre più diventando il luogo privilegiato di interazione digitale: gli utenti vi spendono il 30%** del tempo trascorso online. Le Applicazioni rappresentano una nuova modalità di accesso ai contenuti a fianco del browser e occupano già l’84%** del tempo trascorso sui device mobili. I Video,a cui gli utenti dedicano 2 ore al mese**, sono diventati un veicolo chiave per la distribuzione di contenuti sia editoriali sia pubblicitari. Si stanno sviluppando nuovi modelli di revenue basati sulla vendita di contenuti a pagamento a fianco della pubblicità. Infine, il Programmatic advertising, ossia la compravendita di spazi pubblicitari online su piattaforme automatizzate, sta cambiando profondamente, da un lato, la filiera pubblicitaria online e, dall’altro, le strategie di acquisto degli spazi da parte delle aziende investitrici.

Il mercato degli Internet Media è generato per il 95% del suo valore dalla pubblicità e per il restante 5% dalla spesa degli utenti.

Molti dei trend riscontrati a livello di contenuti, piattaforme e device riflettono il comportamento degli utenti su Internet:

Gli iscritti ai social network passano dall’82% al 90% degli Internet user: praticamente tutti sono iscritti a Facebook, mentre uno su tre a Twitter e Google+ e oltre il 20% a Instagram e LinkedIn.
Oltre la metà degli iscritti ai Social Network mostra interesse per i contenuti Media: è, infatti, fan di una o più testate editoriali, che segue con una buona frequenza nel corso della settimana.
Cresce la platea dei Video Online che passa dall’84% degli Internet user nel 2013 all’89% nel 2014 con una focalizzazione soprattutto nel pomeriggio e la sera dopo cena; la visione di Video brevi online è associata in prima battuta a YouTube (l’83% di chi guarda Video brevi usa questo canale), seguito dai Social Network (47%).
Gli utenti dichiarano di fruire di Video anche sulle testate editoriali: uno su tre dei navigatori internet guarda contenuti Video tutte le volte che entra in un sito di news e un ulteriore 36% la metà delle volte che vi accede.

I Social Network confermano il loro ruolo a favore dei Media“afferma Guido Argieri, Telco & Media Director Doxa. “Il 38% degli utilizzatori giornalieri dei Social Network si dice fortemente d’accordo con l’affermazione ‘I Social sono il primo canale di informazione per le news dell’ultima ora’. Inoltre, su Facebook, il 48% degli iscritti legge sempre o spesso articoli di giornale e news trovate nei post; su Twitter, accade per il 35% degli utenti. Sono in particolare i Millenials (under 35 anni) a utilizzare i Social come canale prevalente per leggere le news (41% vs 30% del totale). E’ maggiore anche la percentuale di utenti che diventano fan delle pagine Social degli editori (75% vs 62% del totale)“.

In questo scenario, non solo le Media Company italiane tradizionali (broadcaster ed editori) vedono una pesante riduzione dei ricavi sui mezzi tradizionali, ma stanno anche perdendo quote di mercato sugli Internet Media: se nel 2008, infatti, presidiavano quasi la metà di questo comparto, nel 2015, potrebbero arrivare a controllarne meno di un quarto. Non stanno riuscendo, quindi, a valorizzare i molti asset che possiedono (capacità di produzione di contenuti, brand awareness e reputation, base utenti ecc.).

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