Rifugiati ed immigrati: bisogna fare di più?

Pareri e atteggiamenti molto diversi tra i cittadini dei vari paesi europei 

Una nuova ricerca Internazionale condotta da Doxa con WIN/Gallup International, il più grande network mondiale di istituti di ricerca indipendenti, rivela che la maggioranza degli Europei pensa che il vecchio continente, nel suo complesso, dovrebbe fare di più per aiutare i rifugiati (intesi come coloro che lasciano il proprio paese per sfuggire da una guerra o una persecuzione).

Analizzando i dati per singolo paese emergono situazioni estremamente differenti.

Più nel dettaglio, il 57% del campione totale pensa che l’Europa dovrebbe fare di più per affrontare l’attuale situazione dei rifugiati, con percentuali molto più elevate in Grecia (87%) e in Italia (83%). In Francia e Belgio, invece, prevalgono le opinioni di coloro che si aspettano dall’Europa una riduzione degli aiuti ai rifugiati, in generale, rispetto a quanto fatto sinora.

La stessa domanda è stata posta anche con riferimento alla situazione del proprio paese e anche in questo caso sono state rilevate differenze molto significative: la maggioranza degli spagnoli (57%) e dei greci (54%) chiedono al proprio paese di fare di più nei confronti dei rifugiati. Francesi e belgi ancora una volta sono, insieme ai tedeschi, quelli che più di altri vorrebbero che anche il proprio paese diminuisse il supporto ai rifugiati.

L’Italia si colloca vicina alla media europea, insieme a due paesi nordici come Svezia e Finlandia, con un sostanziale pareggio tra “il mio paese dovrebbe fare di più” e “il mio paese dovrebbe fare di meno”.

E’ stato anche chiesto, nell’ipotesi di avere una stanza in più a disposizione, se ci fosse la disponibilità ad ospitare per un breve periodo un rifugiato o un immigrato per motivi economici ed a livello generale europeo il campione si è spaccato in 1/3 di “accoglienti” e 2/3 “non accoglienti”.

I più disponibili all’ospitalità si sono rivelati gli spagnoli (62%), i greci (48%) e i tedeschi (48%), mentre meno disposti si sono dichiarati i Bulgari (14%), gli inglesi (20%) e gli olandesi (27%).

Gli italiani si collocano nella parte medio-bassa della classifica dell’ospitalità, col 30% di favorevoli e il 70% di contrari.

Spostando il piano dell’intervista dai rifugiati (in fuga da guerre/persecuzioni) agli immigrati per motivi strettamente economici, è stato chiesto ai cittadini di 14 paesi europei anche se questa tipologia di immigrati rafforzano il proprio paese (col loro duro lavoro e il loro talento) o al contrario gravano sul paese sottraendo lavoro, alloggi, assistenza sanitaria ecc.

In linea generale la maggioranza ritiene che siano un elemento di indebolimento del proprio paese (59%) in particolare in Bulgaria (addirittura 91%), in Belgio (74%) e anche in alcuni paesi caratterizzati da una massiccia presenza di immigrati, come la Germania (65%), la Francia (65%) e l’Italia stessa (68%). Gli immigrati che lasciano il proprio paese per migliorare le proprie condizioni di vita alla ricerca di un lavoro o di un titolo di studio sono invece considerati un elemento di rafforzamento del proprio paese nei paesi nordici: Finlandia 79% e Svezia 65%.

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