Tutti pazzi per la cultura

Nel 2017 ben 8 italiani su 10 sono stati al cinema almeno una volta, oltre 6 su 10 hanno visitato musei tra i più diversi e almeno 4 su 10 hanno assistito a un concerto di musica pop o rock. Parola di Doxa che per conto di Findomestic ha calcolato anche la spesa media pro capite. In netto aumento…

La cultura in Italia sembra godere di ottima salute. Parola di Doxa che per conto di Findomestic ha fotografato il tempo libero degli italiani con un occhio sulle attività culturali più amate. E ha scoperto che…  Nel 2017 l’80% del campione intervistato si è recato almeno una volta al cinema (il 12% più di 10 volte), mentre il 62% ha visitato musei tra i più diversi e il 42% ha optato per mostre temporanee di pittura, fotografia, scultura o design. E, ancora: il 41% ha assistito a concerti di musica pop o rock (percentuale che sale al 47% tra i 18-34enni), il 40% si è recato a teatro almeno una volta e il 20% ha partecipato a rassegne o festival di musica classica o lirica (24% tra i 45-64enni).

MANO AL PORTAFOGLIO — Stando ai dati Doxa, nel 2017 il 32% del campione ha speso fino a €50 per partecipare ad eventi culturali come mostre, concerti, spettacoli e proiezioni cinematografiche. Il 26% ha speso tra €50 e €100, il 21% ha stanziato un budegt tra €100 e €200 e il 12% si è spinto persino oltre €200. Una propensione all’acquisto più che positiva, dunque. Confermata anche per il 2018. Per l’anno in corso infatti

il 64% degli italiani ha già in programma viaggi per scopi culturali (visitare musei, monumenti, siti storici/archeologici). Di questi, il 33% resterà in Italia, il 7% si recherà all’estero mentre il 24% farà viaggi sia in Italia sia all’estero.

MISURE CATTURA-CLIENTI – Ma quali sono le misure più efficaci per incrementare le visite a musei e siti culturali? Stando agli intervistati Doxa, offrire un biglietto a prezzi ridotti è la prima scelta degli italiani (47%), seguita dall’ingresso gratuito un giorno al mese (43%). Il 28% degli italiani poi vorrebbe promozioni sui biglietti dei treni/aerei per raggiungere le località d’arte e altrettanti hanno indicato l’apertura serale dei musei quale un incentivo in più. Infine, il 24% vorrebbe potere usufruire di biglietti scontati nei periodi di bassa stagione. Quest’ultima iniziativa è stata adottata dal Museo degli Uffizi di Firenze per esempio che ha previsto prezzi più bassi nei mesi di bassa stagione (da novembre a febbraio).

FENOMENO SECONDARY TICKETING — Nel 2017 il 15% del campione intervistato (con un picco del 21% tra i 18-34enni) si è rivolto almeno una volta al mercato “parallelo” dei biglietti pur di recuperare uno o più posti per eventi sold out: l’8% una volta sola, il 6% da 2 a 5 volte e l’1% addirittura più di 5 volte. Con ovvie conseguenze anche sul fronte budget. Il 66% di chi ha acquistato biglietti su siti di secondary ticketing ha speso fino al 20% in più, il 24% fino al 50% in più e il 10% circa il doppio. Poco male, se è vero che il 60% del campione è disposto a spendere fino a €50 pur di vedere il proprio artista preferito, il 33% fino a €100, il 6% fino a €200 e l’1% persino fino a €500 (e oltre)!

PALERMO, CAPITALE «SCONOSCIUTA» DELLA CULTURA — Solo un italiano su 5 sa che Palermo è la capitale italiana della cultura 2018. Per l’esattezza: il 40% ha indicato Matera (che invece sarà capitale europea della cultura nel 2019), l’11% Firenze, il 5% Torino e il 4% Ferrara. La buona notizia è che il 33% degli italiani pensa in ogni caso di visitare Palermo tra il 2018 e il 2019, percentuale che sale al 37% tra i 45-64enni.

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