Vacanze 2014: dove vanno gli italiani?

Il 46% degli italiani, quasi la metà dell’intera popolazione, riuscirà a concedersi una vacanza quest’estate. E’ quanto emerge da un’indagine condotta da Doxa per il Centro Studi del Touring Club Italiano.

Rispetto alla media nazionale, è più elevata la percentuale di chi partirà tra gli studenti  (68%), le famiglie con bambini, in particolare neonati, (83%) e gli abitanti nel Nord-Ovest (59%). è piuttosto contenuta, invece, tra i disoccupati e gli anziani (circa 30%).

 

 

La maggioranza degli intervistati è concorde nel definire l’estate 2014 tutto sommato in linea con la precedente sia in termini di durata della vacanze (64%) sia di costo complessivo (62%). Circa il 20%, invece, ha risposto che la vacanza di quest’anno sarà più breve e più economica a conferma che, pur continuando a viaggiare, molti italiani devono fare ancora i conti con la lunga coda della crisi mentre poco più del 10% farà vacanze più lunghe e costose. L’Italia si conferma, anche quest’anno, la meta preferita degli italiani (74%) rispetto all’estero (22%). A optare per vacanze domestiche sono soprattutto gli operai (94%) e le famiglie con bambini nella fascia 6-11 anni (91%). Tra le regioni preferite per l’estate 2014 emerge il Sud con Puglia (12%) e Sicilia (10%) seguite da Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige (entrambe al 9%).

 

 

Il 64% sceglie il mare non smentendo la tradizione. Le destinazioni balneari sono preferite soprattutto dagli abitanti al Sud (80%) e dalle famiglie con bambini (78%). Solo il 14% andrà in montagna e il 7% invece opta per una “vacanza itinerante” con molteplici destinazioni visitate, pernottamenti in luoghi diversi oppure crociere.  

Italiani esploratori? Sì, ma non troppo. Per le vacanza 2014 infatti il 35% coglie l’occasione per andare alla scoperta di posti nuovi mentre il 32% degli intervistati tornerà nella “solita” località. L’età è la vera discriminante di questa tendenza: i più giovani sono maggiormente attratti da luoghi mai visitati prima (in particolare tra i 15-24 anni; 48%) mentre i meno propensi alla novità sono gli anziani (20%).    

 

 

Foto da flickr

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