Secondo l’Osservatorio 2017 Second Hand Economy condotto da DOXA per Subito, la compravendita dell’usato cresce dell’11% sul 2016, trainata dall’online. Ammonta a 1.030 € il guadagno medio per ogni italiano che ha venduto online nel 2017

Il mercato dell’usato continua a crescere grazie a un approccio ai consumi innovativo e smart che vede gli italiani sempre più protagonisti delle proprie scelte, in linea con le passioni e in funzione dello stile di vita, tanto che negli ultimi 3 anni il volume d’affari di questo settore è aumentato in modo costante, grazie al forte traino della compravendita online (+72% dal 2014). A svelarlo la quarta edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da DOXA per Subitopiattaforma numero uno in Italia per comprare e vendere con oltre 8 milioni di utenti unici mensili, da cui emerge che il valore dell’economia dell’usato è di € 21 miliardi, pari all’1,2% del PIL italiano.

Qui le principali evidenze dell’Osservatorio 2017 Second Hand Economy targato Doxa:

  • La Second Hand Economy vale nel 2017 € 21 miliardi, pari a 1,2% del PIL Italiano (vs € 19 miliardi nel 2016), con una crescita anno su anno dell’11%
  • La crescita è guidata soprattutto dall’online, che pesa 9,3 miliardi (+31% vs 2016 con 7,1 miliardi e +72% rispetto al 2014 con € 5,4 miliardi).
  • Il 48% degli italiani ha comprato e/o venduto usato nel 2017, il 42% l’ha fatto online
  • I settori più importanti in termini di valore sono Motori (€ 15 mld), seguiti da Casa&Persona (€ 3,6 mld) e Elettronica (€ 1,3 mld)
  • Chi ha venduto oggetti usati online ha guadagnato in media € 1.030 all’anno (+22% vs 2016)
  • Scelta consapevole (53%), guadagno e risparmio (54%) e libertà (42%) sono i tre asset valoriali della second hand
  • Le regioni che guidano la Second Hand in Italia sono la Lombardia al primo posto, seguita da Toscana ed Emilia Romagna
  • Millennials second hand native, più attivi della media popolazione (59% vs 48%)

 

IL RUOLO DEL DIGITALE — L’online è il driver che guida la crescita del mercato della compravendita dell’usato e da solo pesa € 9,3 miliardi, ovvero il 31% in più rispetto all’anno precedente. Infatti, tra coloro che nel 2017 hanno acquistato e venduto oggetti usati, il 42% ha utilizzato l’online come canale privilegiato per farlo, in particolare per la sua velocità e semplicità, riconosciuta dal 72% del campione. Internet e app sono il canale preferito soprattutto per la vendita (54%). Il digitale rappresenta la risposta ideale per chi desidera acquistare o vendere oggetti appartenenti ad alcune categorie in particolare. Analizzando infatti cosa viene effettivamente comprato e venduto in Italia attraverso l’online, si comprano soprattutto arredamento e casalinghi, seguiti da auto e libri. Si vendono invece auto, attrezzature sportive e telefonia. Il digitale è un alleato perché permette di guadagnare un tesoretto dai propri beni che non servono più, da reinvestire nelle proprie esigenze, passioni e desideri. Mediamente infatti facendo second hand online si guadagnano € 1.030 dalla vendita (+22%, € 843 nel 2016).

 

I DRIVER DELLA SCELTA DELL’USATO — Il 48% degli italiani dichiara di avere comprato o venduto usato nel 2017, al 4° posto dei comportamenti sostenibili più diffusi, subito dopo la raccolta differenziata (93%), l’acquisto di lampadine a LED (75%) e prodotti a km 0 (56%).

L’aspetto valoriale ha infatti un ruolo centrale nella decisione di compravendere beni usati, dimostrando che il consumatore oggi vuole fare scelte consapevoli e coerenti con i principi che guidano il proprio stile di vita. In questo contesto, indubbiamente la capacità di poter acquistare facendo un buon affare in termini economici, garantendo un risparmio rilevante, è la prima motivazione per il 70%, affiancata dalla scelta distintiva di trovare pezzi unici, d’antiquariato o non più in commercio (35%) che permettono di rendere unico il quotidiano, e seguita dall’opportunità di conquistare l’oggetto dei desideri perfetto per le proprie necessità e passioni (10%). Entrando nel merito delle ragioni che spingono la vendita, il primo driver è la voglia di leggerezza e decluttering per liberarsi del superfluo (55%), seguito dalla possibilità di comprare altri oggetti nuovi o usati (21%) e da quella di guadagnare per il 19%. Da queste tendenze emerge un cittadino italiano molto attento alla sostenibilità ambientale che cerca di favorire attraverso il riutilizzo (66%), legato affettivamente agli oggetti a cui attribuisce la possibilità di una seconda vita (60%) e che non rinuncia ad acquistare oggetti altrimenti costosi a un prezzo conveniente (58%). Questo scenario è ancora più vero tra le nuove generazioni dei Millennials che sono grandi utilizzatori di second hand (59%) e le cui percentuali di questi trend crescono ulteriormente con 71% per il primo driver e 67% per il secondo, integrando un terzo elemento motivazionale legato alla normalità di mixare nuovo e usato per gli acquisti (57%).

LA SECONDA VITA DEGLI OGGETTIGli oggetti che hanno già vissuto una “prima vita”, grazie alla Second Hand Economy ne vivono una seconda (e a volte anche una terza, una quarta…), venendo reimmessi nel circolo virtuoso dell’economia circolare. Nel 48% dei casi il bene viene salvato dalla discarica e usato dal suo nuovo proprietario fino ad essere consumato, nel 26% viene collezionato e conservato, nel 15% viene regalato a una “terza vita” quando non più utile, e nell’11% viene rivenduto. Per quanto riguarda invece i guadagni generati dalla vendita di oggetti usati il 40% degli italiani li mette a disposizione dell’economia domestica, il 25% li utilizza per altri acquisti nella stessa categoria di prodotto ma più recente, ad esempio il modello successivo, e il 19% per un oggetto usato della stessa categoria o di altre, infine il 16% per un oggetto nuovo.

MAPPA DEL SECOND HAND IN ITALIA — Percorrendo la penisola l’Osservatorio Second Hand Economy di Subito svela che ci sono alcune regioni più attive dove fare second hand è all’ordine del giorno come in Lombardia, prima regione assoluta con € 3,4 miliardi di valore generato, seguita dalla Toscana con € 2,8 mld. Terza l’Emilia Romagna con € 2,3 mld e al quarto posto la Sicilia, prima regione del Sud, con 1,5 miliardi. Il podio cambia se consideriamo il guadagno medio pro capite per i venditori: prima la Toscana con € 1.802, seconda la Lombardia con € 1.289, terza la Sicilia con € 1.090.

PROSPETTIVE FUTURE DEL MERCATO — I 3 anni in crescita appena trascorsi non saranno un trend del passato ma un volano per un’ulteriore evoluzione in positivo dell’economia dell’usato che per il 75% è destinata a crescere ancora nei prossimi 5 anni. Questa percezione nasce in primis dalla sua capacità di essere un driver di risparmio (49%), in secondo luogo una scelta sempre più ecologica e sostenibile (45%), ma anche distintiva e smart (29%), oltre a rendere i consumi accessibili a più persone (21%) e trasformarsi in un canale di acquisto tra gli altri, normalizzando completamente questa modalità (16%).

Vuoi ricevere le nostre ricerche via mail? Iscriviti subito

Articoli correlati