Una vita da pet

Per l’81,8% degli italiani i pet sono membri della famiglia, percentuale che arriva quasi al 95% tra chi effettivamente vive con un animale da affezione. È quanto emerge dal rapporto Assalco/Zoomark realizzato in collaborazione con Doxa, Iri e i medici veterinari dell’Anmvi. Focus sulla richiesta di riconoscimento dei diritti degli animali da compagnia. Cani e gatti, in primis.

Vita da cani si fa per dire. Per l’81,8% degli italiani i pet sono membri della famiglia, percentuale che arriva quasi al 95% tra chi effettivamente vive con un animale da affezione. E per 8 italiani su 10 gli animali da compagnia sono esseri senzienti, in grado di provare emozioni e affetto per i proprietari. È quanto emerge dal rapporto Assalco/Zoomark realizzato in collaborazione con Doxa, Iri e i medici veterinari dell’Anmvi in occasione di Zoomark International 2019. Ma c’è di più. Soprattutto tra i proprietari di cani e gatti è forte la richiesta di riconoscimento dei diritti degli animali da compagnia. E c’è una consapevolezza chiara che avere un animale d’affezione implichi responsabilità e dedizione.

PRIMA I DOVERI — Gli animali d’affezione in Italia vedono i pesci sul podio (ce ne sono 20 milioni), seguono uccelli (12,8 milioni), gatti (7,3 milioni), cani (7 milioni), piccoli mammiferi (1,8 milioni) e rettili (1,3 milioni). A conti fatti, i pet sono oltre 60 milioni e dunque vi è un rapporto di 1 a 1 con la popolazione residente in Italia. Tra i proprietari di pet la consapevolezza dei propri doveri parte già dal momento dell’acquisizione. Soprattutto se parliamo di cani e gatti, presenti in circa il 39% dei nuclei familiari. Il passo si fa se ci sono le condizioni adatte: fondamentale tra gli italiani proprietari di cani è potere contare su spazi (48,7%) e stili di vita adeguati (30,7%). Non differisce l’atteggiamento nel caso si tratti di un gatto. Diligenti anche con gli adempimenti burocratici: quasi il 90% registra i propri cani nelle anagrafi regionali e lo fa anche più di un proprietario di gatto su 2, nonostante per questi ultimi non sia obbligatorio. Centrale inoltre è la cura della salute e dell’alimentazione. Le vaccinazioni vengono effettuate regolarmente nel 90% circa dei casi, almeno 1-2 sono i controlli veterinari all’anno (in più del 60% dei casi) e l’esercizio fisico è quotidiano per più del 60%. Il 76,1% dei cani e il 90% dei gatti, inoltre, viene nutrito con alimenti industriali, specificatamente formulati in modo da essere sicuri, bilanciati, completi e differenziati in base a età, razza e stile di vita. E il giro d’affari fronte pet food è monstre: vale oltre 2 miliardi di euro e cresce più del grocery.

LA TUTELA DELLA COSTITUZIONE — Dall’indagine firmata Doxa emerge inoltre la necessità di un maggiore riconoscimento a livello istituzionale e giuridico degli animali da compagnia, che è un’esigenza di chi vive con un pet e che trova il consenso della maggior parte della popolazione italiana. Il 73,6% degli italiani ritiene infatti sia un passo necessario riconoscerli e tutelarli nella nostra Costituzione. E il 59,5% dei proprietari di cani e gatti li vorrebbe inseriti nello stato di famiglia. Altre richieste: 1 italiano su 2 è consapevole che i prodotti per l’alimentazione degli animali da compagnia e le cure veterinarie sono tassati con un’aliquota IVA al 22%, al pari di un bene di lusso. Tra questi, il 74,9% è favorevole a misure di agevolazione, tasso che aumenta all’84,1% tra i proprietari di pet.

Gianmarco Ferrari, Presidente di Assalco, ha commentato: «L’amore per i pet in Italia è enormemente diffuso. Il rapporto degli italiani con i propri animali da compagnia si basa sulla consapevolezza che avere un animale d’affezione in famiglia implica responsabilità e dedizione. Come industria abbiamo il dovere di contribuire alla diffusione dei principi del possesso responsabile, in particolare dell’educata convivenza in società, lavorando al fianco delle istituzioni, degli enti e delle associazioni impegnate in questo campo».

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